Alessandra Valenzano – La musica vola come una piuma

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Cantante

Facebook: Alessandra Valenzano



La musica è come una piuma: delicata e leggera, si posa solo sulle anime che la comprendono; non c’è vento che possa spazzare via la sua essenza, non c’è mondo che non possa vederla e, lentamente, fuggire da lei. Perché la musica vola: vola con i nostri sguardi, con i sogni che diventano desideri, con i sorrisi che si trasformano in note. La musica vola. Come una piuma.

La musica vola come una piuma.

Forse restiamo sempre un po’ in disparte, ad attendere quel momento in cui la nostra pelle diventerà luogo su cui quella piuma potrà lentamente sostare, e farci volare, e farci sentire vivi, e farci anche sognare. Forse l’unica cosa che potrà condurci a conoscere pienamente la musica è la leggerezza che portiamo nel cuore: il diventare noi stessi piuma, e volare, volare come volano farfalle in primavera. 

Si scorge questo nella musica di Alessandra Valenzano, nei suoi sogni, nella sua anima così limpida e trasparente; la sua voce è come una piuma che si posa sulle nostre anime fragili e ci conduce verso tutto ciò che è cielo. Sensibile e leggera, Alessandra trasmette le stesse sensazioni di quando, soli e insicuri, cerchiamo un Sole che possa illuminarci e, da lontano, una luce ci viene incontro donandoci l’emozione di essere chi siamo sempre stati. Giovanissima, Alessandra Valenzano ha alle spalle una serie di esperienze, tra cui il suo ingresso ad “Area Sanremo”, in cui ha potuto inserire nel suo bagaglio preziosi consigli di professionisti del calibro di Fossati, Nina Zilli, Gianna Grazzini, Dario Giovannini, Emis Killa. Ha inoltre partecipato, dopo aver incontrato casualmente il cantante Fausto Leali, al “Music Jump Festival”, presentato da Michele Cucuzza di “Uno mattina” e “La vita in diretta”.

Ora lasciamo la parola ad Alessandra Valenzano, con l’augurio che lei possa sempre continuare ad essere piuma che si posa sulle nostre vite.


D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: La mia passione per la musica è cominciata quando ero piccola, come una casualità. Ho iniziato ad 8 anni col piano; una volta mentre stavo facendo delle prove cantando e suonando il mio maestro mi ascoltò e mi disse che sarebbe stata una follia non continuare questi due percorsi. Da lì ho avuto la conferma che la musica era una parte fondamentale di me, che dovevo permettere di esprimermi. Con il tempo ho poi tralasciato lo strumento dedicandomi solo al canto, questo è stato il mio più grande rimpianto. Da poco, però, ho ripreso con lo studio di piano e chitarra ed ora posso sentirmi finalmente completa.

D: Quali sono le esperienze più belle o importanti per te effettuate in questo campo?
R: Area Sanremo di quest’anno. Nell’estate 2015 ho avuto un periodo di crisi verso il canto, perché rivolgevo la mia attenzione verso studio e lavoro. Mio padre però ha incontrato durante un pranzo Fausto Leali e lui, sentendomi cantare attraverso un video, mi ha invitato a partecipare al Music Jump Festival a Foggia. Con lui ho fatto un giro a Foggia e ho avuto modo di collaborare con personalità musicali molto differenti tra loro ma allo stesso tempo estremamente stimolanti. Ho anche avuto l’occasione di suonare in diversi locali.

D: Cosa ricordi della tua prima esibizione? Quali sono le emozioni che hai provato?
R: Durante la mia prima esibizione caddi, mi sentì davvero in imbarazzo; pensai di sprofondare, ma questo accaduto forse mi ha aiutato a stemperare l’ansia del momento ed affrontare la situazione con maggiore calma e tranquillità.

D: Quali sono gli artisti che più hanno ispirato il tuo cammino nel mondo musicale o che maggiormente stimi?
R: Io vengo da una doppia formazione. Mio padre era batterista durante gli anni ’80 e ascolta musica new wave sia straniera con musicisti come i Cure o i Depeche Mode, ma anche importanti brani del cantautorato italiano, come ad esempio quelli di Franco Battiato. Mia madre, invece, mi ha cresciuto con la musica di Mariah Carey e Whitney Houston. La mia strada è orientata sull’indie; al momento un cantante che stimo molto è James Bay, mi piacerebbe molto seguire le sue orme.

D: Quando hai iniziato a scrivere i testi per le tue canzoni? Cosa la scrittura ti permette di esprimere in più rispetto al canto?
R: Avendo da poco ripreso lo strumento non ho potuto scrivere pezzi da sola poiché non potevo comporre. Io ho la passione però per la scrittura, scrivo romanzi. Per quanto riguarda la scrittura in campo musicale, tutto è nato in maniera naturale e attraverso una base sono riuscita a comporre il testo. Ora che ho ripreso a comporre musica, tutto è diventato più bello e particolare. La scrittura mi ha da sempre accompagnato.

D: Quali esperienze sono per te la base per la scrittura di un brano musicale?
R: Io sono un’inguaribile romantica: amo parlare di esperienze vissute o vere, mi piace mostrare quello che c’è di più vero. La musica che ti arriva non è quella complessa, ma al contrario quella che arriva immediatamente a tutto il pubblico. Le esperienze di vita sono quelle che secondo me sono più condivisibili dalla gente, perché tutti abbiamo situazioni molto simili l’uno all’altro. Chi non ha mai amato o sofferto per amore? Chi non si è mai ribellato nei confronti della società?

D: Quali sono i tuoi futuri progetti in campo musicale?
R: Al momento sono occupata con progetti di stesura di pezzi sia cover che inediti; il mio progetto è molto proiettato. E’ Il mio sogno più grande: sapere che qualcuno crede in me mi rende più forte e sicura di me, si capisce che la luce del talento veramente brilla. Vorrei mostrare la mia voce, far conoscere il mio progetto a un pubblico più vasto possibile.

D: Cosa desideri trasmettere a chi ascolta o assiste una tua esibizione?
R: Mi piacerebbe offrire uno spettacolo intenso, pieno di contenuti ed idee. Mi piacerebbe ricordare alla gente esperienze che hanno vissuto che sono riuscita a trasmettere loro forti emozioni come la commozione o il divertimento. Sono una ragazza molto ironica, è una parte di me che mi contraddistingue; non è un’ironia cattiva, però, anzi si contraddistingue per il riso amaro.

D: C’è una canzone che ti ha segnato? Se sì, quale?
R: Fast car di Tracy Chapman. E’ una canzone che descrive di una macchina veloce che la trasporta via dalla sua quotidianità. Lei sogna un’altra vita, immaginando di essere salvata, volendo evadere dalla realtà che vive sognando un mondo diverso.

D: Parteciperesti mai ad un talent musicale?
R: Si parteciperei; credo sia una bella vetrina. Penso sia una buona occasione da sfruttare ma allo stesso tempo bisogna essere pronti. E’ un format complesso perché ci si trova catapultati in una nuova realtà; si calcano palchi fino ad allora semplicemente immaginati, bisogna quindi essere pronti a gestire un impatto così forte, una visibilità così travolgente. Se non si è in grado di fare conti con la propria visibilità, si rischia di poter perdere tutto.

D: Qual è il tuo sogno nel cassetto? Cosa desideri per il tuo futuro?
R: Io desidererei portare quella bambina di tanto tempo fa ad essere contenta di sé. Non avendo vissuto un’adolescenza facile, ho pensato però che il futuro mi avrebbe ricompensato, che avrei avuto quindi modo di dimostrare quello che realmente valgo. Il mio sogno è quindi di ascoltare quella vocina della vecchia me che sempre mi accompagna, puntando ad obiettivi sempre più alti.


Ringraziamo Alessandra per la collaborazione, augurandole di realizzare realizzare tutti i suoi sogni.

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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