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Aleco 3

Cantante 

Aleco 3

Pagina facebook: Music force

Youtube: L’ultima generazione felice

 

12/01/2020

È la storia di Sabina.
Ed è come tutto sospeso nel tempo.
Sarebbe bello pensare ad un pallone arancione, ad una corsa in bicicletta sperando che quei giorni non finiscano mai, è come tutto sospeso nel tempo.
Le generazioni passano, sono felici, sono immortali.
Sabina si trova a vivere e ricordare questa immortalità con una tale leggerezza da non rendersene conto, mai. O forse sì, a distanza di anni se ne rende conto e si bea di tutto ciò che è stato, della bellezza di tutto ciò che è stato, ma che è pronta a vivere anche successivamente.
Ed è per questo che basta una bicicletta, basta mettersi d’accordo per incontrarsi, basta veramente poco per mettersi d’accordo.
E così una serie di ragazzi vive in maniera davvero spensierata tutto ciò che accade, senza problemi, né preoccupazioni. È una generazione felice, forse l’ultima.
Ma basta poco a volte per far sì che tutto accada di nuovo, anche quando ci si rituffa nella realtà quotidiana. Appuntamenti per cena che vengono travisati, obbligati, spiegati, attesi e disattesi, ma Sabina sa che basta poco per rendere tutto bello. Basta un pizzico di sogno, da non tramutare in realtà, per accorgersi che arrivare vicino alla concretizzazione di un sogno forse è davvero più bello che realizzare il sogno.
Ma passa un altro anno, il sole splende di nuovo, il pallone ha cambiato colore, o forse no, e alla radio passano diverse canzoni che sappiamo riconoscere, ma non del tutto… e allora improvvisiamo. Si improvvisa perché è stupendo essere spensierati, improvvisare la vita, goderla appieno.
E per viverla pienamente c’è anche bisogno di cantare, di guardarsi negli occhi, di capire che il mondo reale di quel momento è il mondo sempre desiderato e mai dimenticato. Basterebbe anche poco per sognare di essere qualcuno che è impossibile essere, qualcuno che possa parlare con Nettuno per spiegargli che le distanze andrebbero annullate, possibilmente anche placando le maree.
Sabina sa di essere dall’altra parte del mare, ma sa di avere tanti angeli al suo fianco che possono farla sentire importante e serena. Non tutti gli angeli però riescono a parlare con lei, ma lei capisce ugualmente, guarda, impara, continua a sognare.
Ed è proprio in quel momento che pensa di scappare, di scappare da qualcosa o da qualcuno, scappare perché non viene più considerata. L’amore vince sempre, o perlomeno dovrebbe, e, anche se tentenna, porta con sé quell’immenso magnetismo capace di riavvicinare un qualcosa che credevamo perso.
Sabina torna quasi ogni sera, suda, si sbraccia, ma è proprio quella voglia di tornare che rende il percorso meno intricato di quello che si possa pensare.
Qui, mentre la luna fa uno sforzo immenso prima di sparire definitivamente per qualche ora, rinasce la vita.
Cambiano le ottiche, le prospettive, le generazioni con tutti gli sbagli che potranno e dovranno fare, alle quali, con l’esperienza maturata in sette punti, dovrà per forza di cose, spiegare come un piede si mette davanti all’altro, come si canta, come si balla, come ci si mette d’accordo per incontrarsi tante volte e tornare ogni anno ad essere la generazione più felice che ci sia.
Sabina trova qualcosa di nuovo, insegna qualcosa di nuovo, ma a volte perde anche se stessa acquisendo la consapevolezza che il tempo è ingannatore. Il tempo inganna, vince sempre, il tempo non è un alleato, è sempre un nemico, se si parla di vita vissuta.
Allora tutto ciò che rimane è un pallone, una bicicletta, il sole, un incontro e il tempo fermato in ogni singolo attimo che ricordiamo, più sono i bei ricordi, meno il tempo è nemico.
Io sono Sabina.
Chi si racconta attraverso questa biografia è Alessandro Carletti Orsini. Da sempre a contatto con la musica anche attraverso il progetto “Music force”, ha deciso di seguire la sua indole creando un progetto innovativo, che è un racconto generazionale, un qualcosa da riascoltare per trarre un insegnamento, che può essere valido per tutte le generazioni. Oggi è qui per raccontarci com’è stato per lui questo cambiamento, da cosa è dovuto e quanto questa esperienza come protagonista nel mondo della musica lo ha cambiato.

Lasciamo ora la parola ad Aleco , con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 

D: Come nasce la passione per la musica?
R: Dalla prima volta che, da piccolo, mi capitò per le mani una cassetta di Venditti.

D:  Hai avuto sempre un mondo che ha a che fare con la musica. Come mai questo cambio di rotta e la decisione di pubblicare un tuo disco?
R: Ovviamente non era una cosa prevista. Poi, volendo fare un regalo a sorpresa per i 70 anni di mamma (12.01.2020), decisi un paio di anni fa, di comporre un brano, appunto “L’ultima generazione felice”. Da lì poi è nato tutto il disco…

D:  Cosa rappresenta per te il tuo ultimo disco?
R: Le mie intimità, i miei ricordi, i miei sogni. Ma soprattutto spero che rappresenti qualcosa per chi lo ascolta, questa sarebbe la cosa più bella.

D:  Come mai hai deciso di intitolarlo “Aleco”?
R: Sono il mio nome e cognome in acronimo, altrimenti sarebbe stato troppo lungo e difficile da ricordare!

D:Quali sono gli elementi caratterizzanti del disco secondo te?
R:La voglia d’estate, di allegria, ma anche la voglia di tornare e non dimenticare mai le proprie origini.
E per tornare alle origini, il disco l’ho voluto solamente in formato CD e non in digitale.

D: C’è una canzone che maggiormente ti appartiene o alla quale sei più legato?
R: Rompendo gli schemi della domanda, te ne dico due: “E così nacque Roma” proprio per il discorso del ritorno alle proprie origini e “L’ultima generazione felice” perché, pur non volendo, è diventata di tutti. Ho sentito commenti che la riguardavano e gente di tutte le generazioni l’ha fatta propria. Per questo merita di essere considerata importante.

D:  Cosa ti ha dato questa esperienza come cantante?
R:La sensazione è bellissima. Con tutti i limiti che ho, da non cantante patentato, comporre, proporre idee, registrare, preparare le grafiche, stampare, promuovere e vendere il disco, sono un insieme di sensazioni meravigliose. Volevo arrivare a qualcuno, sono arrivato a più di qualcuno. E questo non ha prezzo.

D:  Credi che è una strada che continuerai a perseguire in futuro?
R: Dipende da quanto dura l’emergenza Corona Virus! Più sto a casa e più rischio di scrivere, quindi state attenti!

D:Quali sono i tuoi futuri progetti?

R:La mia priorità resta sempre quella di continuare a sviluppare l’etichetta discografica Music Force assieme ad Emanuele La Plebe (presidente della omonima associazione) e di cercare di dare e trovare spazi per chiunque voglia farsi sentire discograficamente. Dal 2006 ad oggi ne abbiamo fatta di strada e abbiamo anche avuto qualche risultato interessante. Speriamo di fare ancora meglio.


Ringraziamo Zoizi per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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